Monte Pièltinis da Sauris

Monte Pièltinis da Sauris

Lago di Sauris

Panoramico trekking che taglia a metà il famoso giro delle malghe di Sauris

0
Chilometri
0
Dislivello (+)
Difficoltà: Facile
Accessibilità
4.5/5
Forestali
45%
Asfalto
15%
Sentieri
40%
Ciclabili
0%
  • Partenza: Sauris di Sopra
  • Arrivo: Sauris di Sopra
  • Tipologia: Ad anello

Adatto al trail running

Adatto a MTB e e-Bike

Adatto al trekking/escursionismo

Da Longarone, si seguono le indicazioni per il passo della Mauria e si prosegue verso Forni di Sopra fino a raggiungere Ampezzo. In alternativa, da Udine, si segue per Gemona e poi verso Tolmezzo e Ampezzo.

Da qui, una suggestiva strada porta a Sauris di Sotto prima e Sauris di Sopra successivamente.

Possibilità di parcheggio nel punto di partenza della traccia o nei vari parcheggi del paese.

La traccia parte dalla prima via ciottolata che si nota sulla destra all’inizio di Sauris.

P.s. È possibile raggiungere Sauris di Sotto anche dal passo della Pura, aggiungendo al tour di avvicinamento un spettacolare tratto di strada a strapiombo sulla vallata.

Si comincia subito con una lunga salita di oltre 2km, pendenza media del 18%, su strada asfaltata. 

Si potrà tirare il fiato non appena l’asfalto lascia posto alla ghiaia, nei pressi di Sella Festons. Al bivio, noi proseguiremo a destra, lasciando la strada principale per il comodo e largo sentiero che segue la parete del Monte Morgenleit. Consigliato, prima di proseguire, una breve sosta ai laghi della Sella, raggiungibili in pochi passi seguendo la strada principale, per ammirare la vista sulla via delle Malghe di Sauris.

Lasciata la strada principale. si prosegue ammirando scorci e bellissimi panorami su facile sentiero, con brevi e per nulla pendenti saliscendi, attraversando la Sella Malins e fino alle pendici del Monte Pièltinis, dove con un’altra breve deviazione rispetto alla traccia GPS potremmo toccare la massima quota del giro, tenendo a destra il sentiero che ridiscende fino alla strada del giro delle malghe, visibile a qualche decina di metri sotto i nostri occhi.

Una facile discesa, prima su sentiero, poi sulla carrereccia, ci porterà a Casera Pièltinis, dove devieremo a destra seguendo le indicazioni per Sauris di Sotto (3/B).

Il cammino prosegue prima in quota per un chilometro circa, per poi iniziare una picchiata veloce verso il paese. Ai due bivi che incroceremo, terremo sempre le indicazioni per Sauris di Sotto, prima andando dritti e poi scendendo verso destra.

Arrivati in fondo al sentiero, una comoda forestale ci riporterà nei pressi del centro abitato di Sauris di Sopra, non senza qualche tratto con forte pendenza. Saranno le ultime fatiche di un giro relativamente semplice ma che sa offrire suggestivi panorami e viste meravigliose.

p.s. il giro si presta ad essere compiuto sia a piedi, trail running o trekking, sia in MTB, essendo tutti i tratti in discesa e salita scorrevoli e pedalabili.

I versanti di Piancavallo

I Versanti di Piancavallo

Un modo originale per osservare la bellezza della Pedemontana Pordenonese, un giro tosto e impegnativo, ma che offre scorci inaspettati e da tanta soddisfazione nel percorrerlo

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Chilometri
0
Dislivello (+)
Difficoltà: Difficile
Accessibilità
0.5/5
Forestali
50%
Asfalto
25%
Sentieri
25%
Ciclabili
0%
  • Partenza: Dardago (PN)
  • Arrivo: Dardago (PN)
  • Tipologia: Percorso ad Anello

Non adatto running

Adatto a MTB
Non adatto E-Bike

Non adatto escursionismo

Partenza da Dardago provincia di Pordenone. 

Il paese è adiacente alla strada pedemontana, appena sopra Budoia. Si può parcheggiare la macchina ai piedi del paesino, nei pressi della rotonda che si trova sulla strada pedemontana SP29.

Si inizia subito in salita, seguendo la strada principale che attraversa il paese di Dardago (via S.Tomè). Dopo le ultime case, si prosegue a sinistra verso una ripida salita a 2 tornantini asfaltata. Lasciato sulla destra il ristorante, si prosegue sulla comoda forestale principale verso il paese di Mezzomonte, dove si può fare rifornimento d’acqua alla chiesetta.

Passato il paese in discesa, al cimitero si sale a destra sulla lunga e impegnativa salita totalmente su asfalto che, senza deviazioni, ci porta fino alla dorsale Cansiglio Piancavallo, dove preseguiremo verso destra fino alla Casera Fritz, sempre su asfalto. Lasciamo ora il comodo asfalto e proseguiamo a sinistra imboccando il sentiero quasi interamente non ciclabile che si inerpica tra i monti.

Da qui, ci aspetta un lungo traverso con vista stupenda sul cansiglio a sinistra e Piancavallo sulla destra. Ed è proprio con lo sguardo rivolto verso queste vette che proseguiamo per il bivio 984 e poi seguendo le indicazioni per il rifugio Arneri, meta finale di questo interessante passaggio.

Si scende ora dalla pista da sci, con la possibilità di preferire il ghiaione principale o attraverso vari sentieri, alcuni utilizzati come piste da Downhill e pertanto poco ciclabili per chi pratica escursionismo.

Si arriva dunque a Piancavallo e una volta attraversato il paese seguendo il senso di marcia, si scende seguendo le indicazioni per Barcis attraverso la strada asfaltata, che seguiremo per alcuni tornanti fintanto che, sulla sinistra, troveremo un imbocco attraverso il guard rail. Si attraversa un difficile, ma breve, ciottolato e da qui, seguiamo le indicazioni per Malga Valli in discesa. Il sentiero è ampio, quasi una forestale, e non presenta difficoltà.

Malga Valli si presenterà alla nostra sinistra, con invitanti piatti a cui sarà difficile rinunciare, prima di affrontare l’ultimo entusiasmante tratto in discesa e l’ultima lunga e impegnativa salita.

Si prosegue oltre la malga sul Sentiero delle Carbonaie, cartelli ben visibili. La forestale è a tratti smossa, non presenta difficoltà, ma anzi dei bei scorci sul Lago di Barcis, stupendi panorami e profumi intensi di bosco. 

In fondo alla discesa, si costeggia il lago, tenendolo alla propria sinistra, fino a trovare una strada asfaltata, ampia, in salita. La strada porta ad un piccolo borgo e prosegue su forestale.
Impegnativa e molto lunga, presenta strappi continui e non lascia modo di prendere fiato, fino al bivio per casera Pala (ottimo rifugio per la notte-si raggiunge con una breve deviazione a sinistra, indicazioni su albero sotto forma di P rossa ).

Oltre casera Pala, in direzione casera Montelonga, teniamo la sinistra in tutti i bivi (sempre in salita) e proseguiamo per gli innumerevoli strappi e saliscendi fino ad intravedere un sentiero sulla destra (non in discesa, in leggera salita), segnalato da cartello. Questo sentiero, dopo un tratto pedalabile, richiederà di spingere la bici per circa 2km, fino a diventare un’ampia forestale. Seguiamo i cartelli indicazione Pian delle More, proseguendo in discesa, fino al primo bivio che con una breve salita ci porterà alle piste da fondo di Piancavallo e al ristorante Roncjade. 
Si può ora salire sulla pista dismessa per poi prendere, a destra, la strada asfaltata.

Saliamo per la vecchia strada per un breve tratto fino alle ultime case e iniziamo finalmente la discesa. Da qui possiamo proseguire su asfalto fino alla pedemontana e con poche pedalate raggiungere nuovamente il paese di Dardago, svoltando a destra all’incrocio in fondo la discesa.

Se invece ci sono ancora energie e lucidità disponibili, la traccia GPS vi guiderà attraverso alcuni dei sentieri più belli (e tecnici) della zona.

VARIANTI:

La discesa da Piancavallo sul sentiero delle Carbonaie può iniziare anche da quota più elevata. Il punto di partenza si trova vicino a Casera Capovilla ed è segnalato da cartelli in fase di posa (si ringrazia il gestore di Malga Valli per il lavoro svolto).
La salita verso Casera Montelonga si può affrontare anche dalla strada dietro il rifugio Vallata, accorciando così lunghezza e dislivello del tour.

CONSIGLI:

Si consiglia di avere con se buone scorte d’acqua e cibo. 
In inverno, si consiglia di valutare le condizioni della discesa da Piancavallo in quanto la zona, essendo esposta a Nord, spesso non è praticabile per neve.
Il traverso in quota di rientro a Piancavallo presenta tratti esposti e fogliame, prestare attenzione soprattutto in caso di pioggia o ghiaccio.

Pelmo Ronda da Forno di Zoldo

Pelmo Ronda da Forno di Zoldo

Impegnativo e panoramico giro mantenendo sempre alla propria destra “Il Caregon di Dio”

0
Chilometri
0
Dislivello (+)
Difficoltà: Difficile
Accessibilità
2/5
Forestali
23%
Asfalto
65%
Sentieri
7%
Ciclabili
5%
  • Partenza: Forno di Zoldo
  • Arrivo: Forno di Zoldo
  • Tipologia: Anello

Non adatto

Adatto

Non adatto

Partenza dal parcheggio del campo sportivo di Forno di Zoldo, facilmente individuabile dalla strada principale che sale da Longarone (bivio per Zoppè di Cadore)

Dal punto di partenza, si seguono le indicazioni per Zoppè di Cadore e si sale sulla lunga asfaltata che senza particolari difficoltà ci porterà a superare il paese e a dirigerci verso la forestale per il Rifugio “Alba Maria De Luca”, situato a quota 1936mt. 

La deviazione dal sentiero verso questo rifugio merita la fatica spesa, in quanto ci troveremo sotto al Pelmo e con una magnifica vista verso il Cadore.

Si ritorna brevemente sui propri passi e ci si prepara ad affrontare il traverso su sentiero a cospetto del Pelmo. Necessario portare la bici in spalla per qualche breve tratto, a seconda della preparazione.

La discesa verso il Rifugio Monte Pelmo farà dimenticare in fretta tutta la fatica fin qui sostenuta.

Si prosegue attraversando il torrente e seguendo le piste da fondo fino all’asfalto che ci porterà indietro sulla strada SP251 del passo Staulanza. Prima di fare il tornante, merita una sosta per la visuale sul Pelmo dal punto più lontano di questa “ronda”.

Affrontata la breve e facile salita al Passo Staulanza, si prosegue circa un km in discesa fino ad incrociare la forestale verso il rifugio Fiume Veneto. Salita non particolarmente impegnativa e tutta su comodo sterrato, fino all’imbocco del sentiero verso Forcella Forada.

La discesa, entusiasmante e molto tecnica nel primo tratto (che richiede attenzione e qualche tratto a piedi), si trasforma in un vero bike park nel tratto in mezzo al bosco, con pendenze impegnative e tratti tecnici e divertenti, ma sempre pedalabili (con buona tecnica).

Dopo un piccolo guado, si prosegue su forestale fino a Borca di Cadore e, seguendo la ciclabile, fino a Vodo di Cadore. 

Da qui si sale su asfalto verso il Rifugio Talamini. Le pendenze sono impegnative, spesso proibitive e visto il dislivello accumulato sulle gambe si dovrà faticare non poco per raggiungere il bivio nei pressi di Zoppè, punto da cui sarà facile scendere seguendo a ritroso la strada dell’andata.

Il giro si presta a varie interpretazioni: si può evitare la salita a Zoppè arrivandoci direttamente in macchina (nonostante sia una semplice salita su asfalto, la reputo molto bella e caratteristica), oppure si può partire da Borca o Vodo e salire subito fino al Talamini, tagliando poi verso il Pelmo ed evitando la discesa a Forno di Zoldo.

Vajont

Vajont

Nei luoghi della tristemente famosa Diga del Vajont, un escursione molto particolare con periplo della frana e passaggi suggestivi

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Chilometri
0
Dislivello (+)
Difficoltà: Difficile
Accessibilità
1/5
Forestali
50%
Asfalto
30%
Sentieri
20%
Ciclabili
0%
  • Partenza: Diga del Vajont
  • Arrivo: Diga del Vajont
  • Tipologia: Escursione ad anello

Non adatto

Adatto, percorso impegnativo

Non adatto

Da Longarone, si sale verso la diga attraverso la SP251. In alternativa si può arrivare da Barcis percorrendo la Valcellina da Barcis. 
Ampio parcheggio BUS o poco oltre, nella strada costruita sopra la frana. Alternativamente, parcheggio nei pressi della palestra di roccia.

Nei periodi di ferie o festivi, la zona può essere molto frequentata e non permettere di godere a pieno del paesaggio. Pertanto l’escursione è consigliata in primavera o autunno.

Dal parcheggio Bus, si parte su asfalto percorrendo una parte della strada costruita sopra la frana. 

Deviazione su sentiero e forestale, si scende fino al torrente Vajont, dove sarà necessario trovare un buon punto per guadarlo (consigliato un periodo lontano dalle piogge).

Si sale spingendo la bici per circa 15 minuti fino a raggiungere il paese di Erto. Da qui una comoda strada prima su asfalto poi su sterrato ci porta a malga Mela, da cui parte un bel anello in mezzo al bosco. Possibili deviazioni per raggiungere le altre malghe sono possibili.

Si scende nuovamente fino quasi a Erto e si prende poi un impegnativo sentiero che con pendenze oltre il 35% (necessario spingere con fatica la bici) ci porta all’imbocco del sentiero verso Casso. Ancora qualche decina di minuti di bici a spinta e dopo il passaggio su una frana (normalmente agibile, prestare attenzione a particolari condizioni momentanee, evitare il passaggio in caso di nuove frane recenti), il sentiero si apre verso il paese di Casso e poi verso il punto di partenza.

Nonostante la difficoltà di quest’ultimo sentiero, merita percorrerlo per la particolare vista sul Monte Toc e sulla famosa M di Muller che si mostrerà con un inedita angolazione spettacolare.

Monte Toc e Cima Mora

Monte Toc e Cima Mora

Dalla tristemente famosa diga del Vajont, una impegnativa salita alla cima del Monte Toc

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Chilometri
0
Dislivello (+)
Difficoltà: Difficile
Accessibilità
1.5/5
Forestali
5%
Asfalto
0%
Sentieri
95%
Ciclabili
0%
  • Partenza: Diga del Vajont
  • Arrivo: Diga del Vajont
  • Tipologia: Itinerario rettilineo su sentiero

Poco adatto

Non adatto

Adatto

Da Longarone, si sale verso la diga attraverso la SP251. In alternativa si può arrivare da Barcis percorrendo la Valcellina da Barcis. 
Ampio parcheggio BUS o poco oltre, nella strada costruita sopra la frana.

Nei periodi di ferie o festivi, la zona può essere molto frequentata e non permettere di godere a pieno del paesaggio. Pertanto l’escursione è consigliata in primavera o autunno.

Si seguono le indicazioni sul sentiero 907, indicazioni per ricovero Casera Vasei. Arrivati alla casera, si prosegue sull’unica traccia e si mantiene sempre la destra fino alla cima del Monte Toc. 

Una volta in cima, si ritorna sui propri passi per 200 metri circa e si tiene la destra verso Cima Mora (facilmente individuabile dalla croce).

Il rientro avviene per la stessa traccia percorsa all’andata.

Il sentiero ha pendenze importanti, non ci sono particolari difficoltà, ma è richiesta prudenza soprattutto in caso di fondo bagnato o con foglie.

Il panorama ripaga ampiamente della fatica.

Monte Raut e Monte Jouf da Maniago

Monte Raut e Monte Jouf

Un punto di vista a 360°delle cime e della pianura Friulana. Un impegnativo trail, che si snoda quasi esclusivamente su sentiero e che richiede buone capacità tecniche e ottimo allenamento, soprattutto in discesa

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Chilometri
0
Dislivello (+)
Difficoltà: Difficile
Accessibilità
1/5
Forestali
0%
Asfalto
0%
Sentieri
100%
Ciclabili
0%
  • Partenza: Maniago, SR251
  • Arrivo: Maniago, SR251
  • Tipologia: Trail ad anello

Adatto

Non Adatto

Parzialmente adatto

Partenza da Maniago, dalla strada SR251, poco prima del ponte di Ravedis, piccolo parcheggio disponibile. 

Si parte subito sul sentiero che porta alla Forcella la Crous. Il sentiero non presenta difficoltà ed è ben segnato. Arrivati alla forcella, si segue per Pala Barzana. Attenzione alla deviazione dal sentiero che sale verso la forestale. Se si sbaglia, si arriva alla strada asfaltata, che va seguita fino alla forcella di Pala Barzana.

Dalla forcella, si segue l’unico sentiero segnato verso forcella Capra. Il sentiero è ben segnato e molto frequentato, il primo tratto alterna sottobosco a passaggi esposti su ghiaia. Le pendenze sono talvolta impegnative, ma la parte difficile arriva da circa metà ascesa, con il sentiero che si impenna e segue il ghiaione centrale verso la forcella, con un breve tratto attrezzato che richiede la dovuta prudenza, soprattutto in caso di meteo non ideale.

La vista panoramica alla forcella ripaga della fatica fin qui compiuta, permettendoci di vedere lo Jouf di fronte a noi e le montagne friulane a nord.

Si prosegue ora per il segnavia verso il Raut. L’ascesa alla cima presenta poco dislivello, ma qualche passaggio attrezzato e qualche passaggio esposto richiedono le dovute cautele.

La discesa avviene per lo stesso percorso fino a Pala Barzana, si ritorna per un breve tratto su forestale e, all’incrocio con la forcella Crous, si devia a sinistra su sentiero, seguendo per un brevissimo tratto la forestale (alternativa più lunga e meno impegnativa verso la cima).

Il sentiero da subito presenta pendenze impegnative. La traccia è sempre ben visibile, anche se in certi tratti spariscono le segnalazioni CAI. Attenzione ai numerosi bivi, rimanere sempre nella parte non esposta e seguire le indicazioni per la cima quando presenti.

La discesa è solo una delle innumerevoli varianti possibili. Non presenta particolari difficoltà, se non per il dislivello di quasi 1000 metri in un sol colpo.

L’itinerario si presta anche all’escursionismo, avendo l’accortezza di dividerlo a metà. Si può quindi decidere di partire dalla forcella di Pala Barzana e fare solo l’ascesa verso il monte Raut oppure di fare l’anello del monte Jouf partendo da Maniago.

Pian Della Pita da Monte Pizzoc

Pian della Pita da Monte Pizzoc

Breve Itinerario ad Anello, con stupenda vista sul Fedaia, Vittorio Veneto e sul lago di S.Croce

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Chilometri
0
Dislivello (+)
Difficoltà: Facile
Accessibilità
5/5
Forestali
30%
Asfalto
0%
Sterrato
70%
Ciclabili
0%
  • Partenza: Monte Pizzoc, Fregona (TV)
  • Arrivo: Monte Pizzoc, Fregona (TV)
  • Tipologia: Ad Anello

Adatto a percorso RUN

Adatto a MTB con tratti a piedi e passaggi tecnici

Adatto a escursionisti (preferito)

Partenza dal Monte Pizzoc. Dal Passo La Crosetta, si prosegue in direzione Cansiglio. Al bivio, si svolta a sinistra in via Monte Pizzoc, seguendo la strada in salita fino al comodo parcheggio del rifugio Città di Vittorio Veneto.

Dal parcheggio, che da subito ci propone la vista ad ovest della piana del Cansiglio, ad Est dei laghi di Redona, si prosegue oltre il rifugio percorrendo la comoda mulattiera. Si mantiene la sinistra e si segue il sentiero lungo il crinale, rimanendo sempre in quota su brevi saliscendi.
Oltrepassati alcuni terreni di case, sempre in quota, si arriva all’inizio del sentiero, ben segnalato, che con una breve ma ripida salita ci porta in mezzo al bosco. Si prosegue comodamente fino al bivio per Pian Della Pita, sulla sinistra, che ci propone una breve deviazione per il punto panoramico del giro.
Si ritorna sui propri passi e si prosegue fino oltre il bosco, dove al diradarsi degli alberi potremo godere della vista di tutte le alpi del Bellunese. 
Al successivo bivio, seguiremo a destra in discesa e ritorneremo a seguire in direzione sud il sentiero che ci riporta nel bosco, dopo aver passato alcuni ricoveri per gli animali. 
Il sentiero, sempre ben segnalato, ci riporterà con dolci pendenze fino alle case viste in precedenza dall’alto. 
Il rientro avverrà seguendo le mulattiere in salita verso il Rifugio.