Domenica

Domenica

Porcia, 23 Maggio 2020

Dal 18 Maggio 2020, sono state rimosse gran parte delle limitazioni introdotte durante questi mesi particolari di lockdown.

Un po’ alla volta cominceremo a dimenticare il silenzio interrotto dal canto del Cuculo, la pace nelle strade, la gioia del vivere in famiglia, le piccole faccende quotidiane svolte senza fretta, la sveglia all’orario preferito, la sensazione che sia sempre Domenica.

Ben presto, invece, verremo completamente riassorbiti dalle giornate fitte di appuntamenti, dal lavoro, dal fare la spesa, dalla casa da gestire, dai figli da accudire.

Si ricomincia con nuove abitudini, da aggiungere alle vecchie, e ci sono ancora limitazioni e regole da seguire.

Ci sono guanti e mascherine. Prima di uscire di casa, ripeteremo dentro di noi “prendo mascherina, chiavi, cellulare, portafoglio” anziché “prendochiavi, cellulare, portafoglio”.

Ci sono le code fuori dalla gelateria, dal bar, dal parrucchiere, dall’alimentari, dal negozio. Prenderemo appuntamento per qualsiasi attività.

Ma per quanti giorni alla settimana faremo tutto questo? La risposta è per 7 giorni alla settimana.

Alla domenica, infatti, rimarranno aperti bar e ristoranti, come sempre, ma anche negozi e centri commerciali, come negli ultimi anni, oltre che, novità post-Covid, parrucchieri ed estetiste.

La Domenica in famiglia tornerà a essere un giorno qualunque della settimana per tantissimi lavoratori e non. 

Tornerà ad essere il giorno della spesa per le persone costrette ad orari difficili durante la settimana.

Tornerà ad essere il momento preferito della famiglia per lo shopping.

Storicamente, perlomeno dall’avvento del Cristianesimo, la Domenica è diventata il Giorno del Signore per gran parte del popolo.

È tornando ai nostri giorni che la Domenica ha perso parte del suo valore originario, cioè quello di essere un giorno da dedicare al riposo, al culto religioso, alla famiglia. 

La percentuale di chi oggi lavora la Domenica è sicuramente aumentata, mentre dall’altro lato chi non lavora occupa questa giornata per quelle attività che durante la settimana non può fare, shopping al centro commerciale, spesa al supermercato, riposo davanti alla televisione e alle serie TV preferite, per citare alcuni esempi.

Nel tempo abbiamo quindi sempre più perso il giorno della settimana in cui si poteva rallentare, dare spazio a pensieri profondi, al silenzio, alla noia, in pratica a quelle attività da cui ora fuggiamo, nascondendoci nel lavoro e nella frenesia della società odierna.

Il lockdown ha regalato a gran parte della popolazione oltre due mesi in cui tutti i giorni potevano essere considerati una domenica. Oggi, nella cosiddetta fase 2, possiamo decidere di regalarci delle domeniche di pace, con la possibilità di scoprire nuove dimensioni, addentrandoci nella natura, nel rallentare il tempo, nel vivere al di fuori del rumore della società per tornare nel canto della natura.

È nostra responsabilità cercare di capire dove possiamo trovare un equilibrio, un punto di unione tra i due stili di vita che abbiamo vissuto.

Da una parte vedremo frenesia, lavoro, consumismo, riempimento, dall’altro troviamo spazio vuoto, calma, natura, relax.

La società non è quella che ci viene imposta, ma quella che scegliamo. 

Abbiamo la facoltà di scegliere, tramite le nostre azioni, di tornare al concetto di intimità che abbiamo vissuto nella fase di lockdown. Senza clienti, le attività chiuderanno autonomamente in tale giornata. Anche chi lavora in aziende che tengono aperte alla domenica può scegliere di dimettersi per trovare un’occupazione che si allinei maggiormente con il loro sentire e che conceda loro il turno di riposo nel giorno della famiglia. 

Oppure, abbiamo la facoltà di scegliere che tutto rimanga come prima del lockdown.

Non c’è una scelta migliore o peggiore, c’è solo una scelta che possiamo compiere.

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